GEO · SEO per l'AI

Novità sulla AI search

Le novità della settimana su motori AI e ricerca di Google, con la sintesi della fonte e un mio commento su cosa comportano per chi lavora sulla GEO.

Indice dei contenuti

Dal 19 al 25 ottobre 2026

4 notizie

ChatGPT Search Engine Journal · Brooke Osmundson ·

OpenAI spiega come ChatGPT sceglie gli annunci: un sistema separato da quello che scrive le risposte

Titolo originale: Inside ChatGPT's Ad Auction: How Relevance, Bids, And Memory Decide Placement

In un post del 21 ottobre OpenAI spiega come ChatGPT sceglie gli annunci. Un modello dedicato legge l'intera conversazione (e, se l'utente lo consente, informazioni non sensibili dalle chat precedenti), seleziona gli annunci pertinenti e li manda a un'asta; un controllo finale decide se il vincitore viene davvero mostrato. Il sistema è separato da quello che genera le risposte, con modelli e codice propri: la scelta dell'annuncio non influisce sul testo, e la risposta arriva anche se il sistema pubblicitario è lento o non disponibile. Gli annunci compaiono sotto la risposta, etichettati come sponsorizzati. Secondo OpenAI, ChatGPT Ads ha raggiunto un run rate annualizzato di 1 miliardo di dollari in meno di 200 giorni dal lancio, e oltre 100.000 inserzionisti vi hanno pubblicato annunci. Search Engine Journal sottolinea che la separazione è una descrizione di OpenAI, non una prova indipendente, e che mancano dati sul ritorno per gli inserzionisti.

Perché conta

Stando a OpenAI, comparire nelle risposte organiche di ChatGPT non dipende dagli annunci: la pubblicità è un canale a parte, mostrato sotto la risposta. Visibilità organica e advertising in ChatGPT vanno quindi misurati come canali distinti, tenendo conto che sotto una risposta che vi cita può comparire l'annuncio di un concorrente.

Ne parlano anche: OpenAI, 21 ott: il post tecnico di Ritendra Datta e Karthik Gopalratnam sullo stack pubblicitario · OpenAI, 21 ott: ChatGPT Ads arriva in altri 26 paesi, per un totale di 89 (l'Italia non è tra quelli nominati)

AI Overviews Semrush Blog · Luke Harsel ·

Le AI Overviews sono quasi raddoppiate su cinque tipi di ricerche commerciali: lo studio Semrush

Titolo originale: AI Overviews have nearly doubled across five commercial search modifiers

Semrush ha monitorato ogni mese 400 keyword commerciali di banking, e-commerce e software (dati desktop USA, settembre 2025 - agosto 2026). La presenza delle AI Overviews è salita dal 45,75% all'88% delle keyword. Ad agosto 2026 tutti e cinque i gruppi di modificatori (alternative, "best X for Y", prezzo/costo, recensioni, brand vs brand) superavano l'82%. Le query con "reviews" sono passate dal 30,14% a circa il 90%. Ponderando per volume, le AI Overviews coprono il 97,08% delle ricerche del campione.

Perché conta

Sulle query commerciali analizzate per il mercato USA, dai confronti alle recensioni fino ai prezzi, la risposta AI compare ormai quasi sempre, soprattutto sulle ricerche con più volume. Per farsi trovare non basta più posizionarsi: bisogna essere tra le fonti citate. Queste fonti non sono solo il proprio sito.

Ne parlano anche: Search Engine Land, 22 ott: ripresa dello studio

Misurazione Marie Haynes · Marie Haynes ·

"La GEO è una distrazione": su 100 siti ChatGPT porta lo 0,62% delle sessioni di Google organico

Titolo originale: GEO is a distraction

Marie Haynes ha analizzato 12 mesi di dati GA4 su 100 siti (oltre 145 milioni di sessioni): il traffico da ChatGPT vale lo 0,62% di quello da Google organico (0,73% includendo gli altri LLM) e, secondo l'autrice, ha smesso di crescere ad agosto 2025, per poi calare. Sui 55 siti che tracciano le conversioni, chi arriva da ChatGPT converte al 13,8% contro il 3,02% di Google organico, ma Google porta comunque 27 volte le conversioni di tutti gli LLM messi insieme. La sua conclusione: inseguire le citazioni negli LLM è una distrazione; meglio presidiare la ricerca AI di Google e prepararsi al web agentico (Universal Cart, UCP, WebMCP).

Perché conta

Per chi deve ripartire il budget tra SEO e GEO, il dato indica che nei siti analizzati traffico e conversioni arrivano ancora quasi interamente da Google organico. Due cautele: GA4 tende a sottostimare il traffico dagli LLM (parte finisce in "direct") e, come ricorda Search Engine Land, i referral di oggi non dicono quanto peserà in futuro la visibilità nelle risposte AI.

Ne parlano anche: Search Engine Land, 21 ott: la sintesi di Danny Goodwin, che nota come i referral di oggi non dicano quanto conterà la visibilità AI · iPullRank, 22 ott: Mike King risponde che questi studi misurano l'AI search come canale di performance, mentre come canale di brand contano presenza, attribuzione e fiducia · Search Engine Journal, 23 ott: la versione dell'articolo pubblicata dalla stessa Marie Haynes, con una parte sulle opportunità del web agentico (Universal Cart, UCP, WebMCP)

Citazioni Search Engine Journal · Matt G. Southern ·

Gli strumenti di ricerca AI hanno citato un concetto inventato entro una settimana: lo studio della Fudan University

Titolo originale: AI Search Tools Cited A Made-Up Concept Within A Week, Paper Finds

Secondo un paper di ricercatori della Fudan University, ripreso da Search Engine Journal, post su un concetto inventato pubblicati su nove siti spesso citati (tra cui Medium, YouTube e Sohu) sono stati citati entro sette giorni da 8 dei 10 strumenti testati, inclusi tutti e quattro quelli che cercano sul web in inglese: ChatGPT, Perplexity, Grok e un prodotto Google AI non specificato. Grok ha linkato i post in 30 risposte su 32, Google AI in 15 su 33, Perplexity in 13 su 35 e ChatGPT in 7 su 20, mentre 40 post pubblicati su un sito WordPress ospitato in proprio non hanno ottenuto alcun riferimento in sette giorni; i test risalgono a marzo e aprile.

Perché conta

Il test mostra che sono le piattaforme già citate dagli strumenti AI, e non il sito proprio, a far entrare rapidamente un'informazione nelle risposte: per un brand questo vale sia per presidiare quelle piattaforme sia per monitorare cosa vi si scrive, ricordando che Google considera spam i tentativi di manipolare le risposte generative.

Ne parlano anche: arXiv, 8 ott: il paper dei ricercatori della Fudan University

Dal 12 al 18 ottobre 2026

10 notizie

AI Mode Google · Hema Budaraju ·

Titolo originale: More ways to connect with the web from Search

Google annuncia cinque modifiche ai link nelle risposte di AI Mode e AI Overviews. I link inline, già aumentati in modo sostanziale, compariranno più spesso e più in alto. In cima ad alcune risposte verrà testata una sezione con le poche pagine ufficiali utili per un'attività, ciascuna con una spiegazione del perché è utile. Google estende inoltre ad altri paesi e lingue i carousel di articoli d'attualità, che mettono in evidenza le Preferred Sources (il cui uso, secondo Google, è cresciuto di oltre 7 volte da inizio anno). Aggiunge poi miniature ai link in fondo ad alcune risposte e testa in AI Mode nomi cliccabili di creator ed editori sui video, che portano ai loro profili Search.

Perché conta

Per publisher e siti con pagine ufficiali (procedure, prezzi, moduli) aumentano i punti in cui un link può comparire nelle risposte AI. Contano quindi pagine chiare e facili da citare e, per gli editori, l'inclusione tra le Preferred Sources degli utenti. L'effetto sarà però difficile da misurare: come confermato da Google e riportato da Search Engine Journal, Search Console assegna a tutti i link di un'AI Overview la stessa posizione, quindi un link spostato più in alto non cambia la posizione riportata. Inoltre i clic dalle risposte AI non vengono distinti dal resto del traffico organico.

Ne parlano anche: Search Engine Roundtable, 15 ott: Google non mostra i dati sui clic e dice che introdurrà altre metriche nel tempo · Search Engine Journal, 15 ott: Search Console conta tutti i link di un'AI Overview come una sola posizione · Search Engine Land, 15 ott

Agentic commerce Google · Suresh Ganapathy ·

Universal Cart arriva negli Stati Uniti in Google Search e nell'app Gemini

Titolo originale: An intelligent new shopping cart

Dal 15 ottobre Google distribuisce negli Stati Uniti Universal Cart in Google Search e nell'app Gemini: un carrello basato su Google Wallet e sullo Universal Commerce Protocol (UCP) che raccoglie prodotti di negozi diversi, con checkout tramite Google Pay o trasferimento al sito del merchant (tra gli esempi Nike, Sephora, Target, Ulta Beauty, Walmart, Wayfair e molti negozi Shopify). Secondo Search Engine Journal i merchant idonei scelgono nell'hub UCP di Merchant Center, in distribuzione graduale, tra checkout nativo su Google e trasferimento di un carrello precompilato sul proprio sito; per i negozi Shopify statunitensi idonei il Direct Checkout è attivo per impostazione predefinita, e sugli acquisti in Direct Checkout Google Analytics e i pixel personalizzati non si attivano.

Perché conta

Per gli e-commerce che vendono negli Stati Uniti, la visibilità nelle risposte di AI Mode e Gemini passa sempre più da feed e dati di prodotto in Merchant Center, e la scelta fra checkout su Google e trasferimento del carrello decide dove avviene l'acquisto e quali dati arrivano agli analytics. Chi usa Shopify deve mettere in conto vendite in Direct Checkout che non compaiono in GA: secondo Search Engine Journal il funnel del checkout nativo si segue nel report UCP Analytics di Merchant Center.

Ne parlano anche: Search Engine Journal, 15 ott: checkout nativo o trasferimento del carrello, e cosa non tracciano gli analytics sugli store Shopify · Search Engine Roundtable, 15 ott · Search Engine Land, 15 ott

AI Mode Google · Koray Kavukcuoglu ·

Gemini 4 Argon arriva in AI Mode per gli abbonati Google AI Pro e Ultra

Titolo originale: Gemini 4 Argon: Built to solve your hardest problems

Google ha reso disponibile Gemini 4 Argon in AI Mode per gli abbonati Google AI Pro e Ultra: la distribuzione globale, avviata il 13 ottobre insieme all'arrivo nell'app Gemini e nell'API, sembra procedere in modo graduale. Secondo Search Engine Journal l'annuncio non cambia il modello predefinito per chi usa AI Mode gratis e non indica le lingue coperte. Search Engine Roundtable, rilanciando un'osservazione di Gagan Ghotra, nota che le risposte con Argon includono i link alle fonti.

Perché conta

Con più modelli selezionabili dagli abbonati, le risposte di AI Mode possono variare a seconda del modello usato. Nei test di visibilità conviene annotare modello, tipo di account (gratuito o a pagamento) e lingua della query, e verificare se e come compaiono i link alle fonti: è da lì che passa la possibilità di essere citati e ricevere traffico.

Ne parlano anche: Search Engine Journal, 13 ott: nulla cambia per chi usa AI Mode gratis e nessun annuncio indica le lingue coperte · Search Engine Roundtable, 13 ott: secondo Gagan Ghotra le risposte con Argon includono i link, a differenza del lancio di Gemini 3.8 Flash · PPC Land, 13 ott: prezzi dell'API e accesso riservato agli utenti a pagamento

Bing e Copilot Bing Webmaster Blog · Krishna Madhavan, Saral Nigam e Vivek Jain ·

Bing Webmaster Tools aggiunge Topics Portfolio, in beta, al report AI Performance

Titolo originale: Introducing Topics Portfolio (Beta) in AI Performance

Nel report AI Performance di Bing Webmaster Tools arriva Topics Portfolio, una nuova scheda in beta. Raggruppa per argomento le query di grounding in cui il sito è citato nelle risposte AI. Per ogni argomento mostra le citazioni totali stimate di tutti i siti, quanti siti vengono citati e il numero di query, su finestre di uno, due o tre mesi. Segnala anche le "query di opportunità", cioè quelle in cui compaiono altri siti ma non il proprio, con i volumi indicati come intervalli. La scheda compare solo se ci sono dati sufficienti. Microsoft avverte che la classificazione è generata dall'AI e può essere imperfetta, e che i siti più piccoli potrebbero vedere pochi argomenti o non vedere affatto la funzione.

Perché conta

Sono dati forniti dal motore stesso su dove un sito manca nelle citazioni AI di Bing, utili per decidere quali contenuti rafforzare. Tra le opportunità possono però comparire query di brand dei competitor, che vanno escluse. Microsoft chiede di leggere questi dati come segnali indicativi per la pianificazione e non come un conteggio preciso.

Ne parlano anche: PPC Land, 13 ott: le query in cui vengono citati i concorrenti e non il sito, e le domande a cui Microsoft non risponde (soglie, modello di classificazione) · Search Engine Roundtable, 13 ott · Search Engine Land, 13 ott

Claude Search Engine Journal · Matt G. Southern ·

Le nuove regole d'uso di Claude vietano di manipolare le fonti da cui motori e AI traggono le risposte

Titolo originale: Claude's New Rules Target Fake Sources Built To Sway AI Answers

Anthropic ha aggiornato la Usage Policy di Claude, in vigore dal 12 novembre 2026. Nella nuova sezione sulle campagne ingannevoli vieta esplicitamente di manipolare le fonti da cui motori di ricerca e sistemi AI traggono le risposte con contenuti che nascondono origine, autore o indipendenza, come le reti di siti che si fingono indipendenti per confermare le stesse affermazioni. Secondo Search Engine Journal, la versione precedente non citava né i motori di ricerca né le risposte AI, mentre Google già considera spam i tentativi di manipolare le risposte generative nella Ricerca.

Perché conta

Le tattiche GEO basate su reti di siti di comodo o su contenuti che si spacciano per indipendenti sono ora vietate esplicitamente a chi le realizza con Claude, con il rischio di sospensione dell'account, oltre a essere spam per Google, che però penalizza i siti. È un argomento in più per escluderle dalle strategie per i clienti.

Ne parlano anche: Anthropic, 8 ott: annuncio dell'aggiornamento della Usage Policy · Usage Policy di Anthropic, in vigore dal 12 novembre 2026: il testo della clausola · iPullRank, 12 ott: Mike King confronta la nuova regola con la storia delle linee guida di Google e nota che OpenAI e Perplexity non hanno regole specifiche sulla manipolazione delle risposte AI

Agentic commerce Search Engine Journal · Bill Hunt ·

Negozi Shopify "pronti per gli agenti" per impostazione predefinita: il test su 122 store

Titolo originale: Your Store Is 'Agent-Ready' By Default, We Tested 122 Shopify Stores To See What That Actually Means

Tra agosto e settembre 2026 Bill Hunt ha testato 122 tra i principali negozi Shopify. Un agente AI riesce a creare il checkout su tutti i 74 store in cui è stato provato, ma non sa rispondere alle domande di chi compra: costo e tempi di spedizione restano senza risposta in tutti gli 88 store interrogati, la possibilità di annullare l'ordine trova risposta solo in 2. Nessuno dei 122 supera tutti e nove i controlli dello studio. Il 70% dei negozi indica la finestra di reso nelle policy, ma solo il 7% delle pagine prodotto la espone come merchantReturnDays nei dati strutturati, e 51 bloccano /policies/ nel robots.txt per un vecchio template del tema.

Perché conta

Essere visibili e citati non basta: il checkout funziona perché lo genera Shopify, mentre le regole commerciali (resi, cancellazioni, spedizioni, ritiro in negozio) esistono come testo ma non arrivano all'agente in forma utilizzabile. Per chi lavora su e-commerce Shopify, i primi controlli sono robots.txt, agents.md e i dati strutturati MerchantReturnPolicy e OfferShippingDetails. Le informazioni da inserire però appartengono a logistica, customer service e ufficio legale: il team SEO da solo non le può fornire.

Citazioni Search Engine Journal · Reza Moaiandin ·

Persi nella traduzione: come la lingua cambia il brand che l'AI raccomanda

Titolo originale: Lost In Translation: How Language Changes Which Brand AI Recommends

Reza Moaiandin di SALT.agency ha posto a Claude Sonnet 5, con la ricerca web disattivata, sei richieste di acquisto o prenotazione in inglese, arabo, russo, cinese semplificato e persiano, ciascuna ripetuta 40 volte per lingua, con dati raccolti il 7 settembre 2026. La scelta finale cambia con la lingua: per il volo Londra-Tenerife easyJet è raccomandata nel 72,5% delle risposte in russo e solo nel 12,5% in persiano, dove prevale British Airways (52,5%), che in russo non compare mai. Con la ricerca web attiva, l'hotel vincente cambia in tutte e cinque le lingue. Negli scenari hotel e software di project management, Gemini sceglie lo stesso vincitore di Claude in cinque combinazioni lingua-scenario su dieci, ChatGPT in una sola.

Perché conta

Per chi segue brand su più mercati linguistici, la visibilità misurata in una lingua non vale per le altre: le raccomandazioni vanno controllate lingua per lingua e modello per modello. Il fatto che i risultati cambino con la ricerca web attiva indica che i contenuti pubblicati nelle diverse lingue possono spostarle. Resta il limite dichiarato dall'autore: un campione piccolo, raccolto in un solo pomeriggio.

Citazioni Ahrefs · Louise Linehan ·

Come ChatGPT fa il query fan-out: lo studio di Ahrefs su 15 milioni di query

Titolo originale: How ChatGPT Does Query Fan-Out (15 Million Queries Studied)

Ahrefs ha analizzato 66,6 milioni di risposte di ChatGPT in versione gratuita e senza login (modello GPT-5.6 Luna), raccolte ad agosto e settembre 2026. Solo il 14,4% ha attivato una ricerca web; quando lo fa, ChatGPT lancia in media circa 1,6 query di fan-out. Il 6,8% dei circa 15 milioni di fan-out usa l'operatore site:, e sui domini più cercati il 75,9% di queste ricerche punta a siti di brand. Sulle citazioni negli Stati Uniti tra marzo e settembre (dati Brand Radar), Reddit cala dell'88% e Wikipedia passa da una risposta su 7 a una su 35, mentre PubMed sale dal 64° al 4° posto tra i domini più citati. In un test separato su 20.000 prompt statunitensi, il 63,4% delle citazioni per le domande fattuali va a siti ufficiali.

Perché conta

ChatGPT risponde a circa 6 prompt su 7 senza cercare sul web, quindi la visibilità dipende prima di tutto da quanto il brand è già noto al modello. Quando cerca, sembra privilegiare chi produce l'informazione originale rispetto a chi la riassume, e con site: punta soprattutto ai siti dei brand. Per questo prezzi, specifiche e dati ufficiali devono stare sulle pagine del brand, in chiaro e facili da trovare. Gli autori avvertono che il quadro potrebbe cambiare con il prossimo aggiornamento del modello.

Ne parlano anche: Search Engine Journal, 12 ott: secondo i dati Ahrefs Reddit passa dal 19,1% al 2,3% delle risposte statunitensi tra marzo e settembre

Citazioni Aleyda Solis · Aleyda Solis ·

Citazioni AI locali o globali: cosa cambia tra mercati, argomenti e piattaforme

Titolo originale: Local vs Global AI Citations: What Changes Across Markets, Topics and Platforms?

Aleyda Solis ha confrontato le citazioni di ChatGPT, Gemini e AI Mode su dieci argomenti in Regno Unito, Spagna e Brasile, usando gli Stati Uniti come riferimento e i domini nazionali (.uk, .es, .br) come indicatore di sito locale. I domini locali valgono il 41,4% delle citazioni in Brasile, il 38,3% nel Regno Unito e il 24,0% in Spagna. AI Mode è la piattaforma più stabile tra i paesi (dal 22,6% al 27,5%), Gemini la più variabile (dal 16,6% in Spagna al 51,7% in Brasile). In AI Mode, google.com e youtube.com pesano dal 19 al 45% delle citazioni.

Perché conta

Le fonti locali sono una parte consistente delle citazioni AI, ma il loro peso cambia molto per piattaforma e argomento, e nessuna piattaforma è la più "locale" in tutti i mercati. Chi lavora su un mercato non statunitense non può presumere che bastino le fonti globali: deve mappare le fonti citate mercato per mercato e piattaforma per piattaforma. L'Italia non è nel campione, e il metodo basato sui domini nazionali non conta i siti locali su .com, quindi le quote locali sono probabilmente sottostimate.

Linee guida Google Search Engine Journal · Roger Montti ·

Google spiega come indicizza e posiziona i PDF, anche in AI Overviews e AI Mode

Titolo originale: Google Explains How They Rank PDFs And What It Means For SEO/GEO

Nel podcast Search Off the Record, Martin Splitt ha spiegato che Google converte i PDF in HTML e indicizza quella versione. Per questo i link nei PDF vengono seguiti come normali link, e i PDF possono posizionarsi nella ricerca e in AI Mode come qualsiasi altro documento. John Mueller ha aggiunto che possono comparire anche in AI Overviews. Non tutti i PDF però possono posizionarsi per il loro testo, perché alcuni sono di fatto immagini. Mueller ha poi osservato che, quando lo stesso contenuto può essere pubblicato in HTML, è preferibile farlo perché semplifica le cose.

Perché conta

Per i siti che pubblicano schede, listini o studi solo in PDF, conta che il testo sia davvero leggibile: è quello che Google usa per la ricerca e per le risposte di AI Overviews e AI Mode. La prova pratica indicata da Splitt è selezionare e copiare il testo. Se il PDF è una scansione o un'immagine, quel contenuto non viene usato, e lo stesso vale probabilmente per le immagini incorporate. Dove possibile conviene affiancare una versione HTML.

Ne parlano anche: Search Engine Roundtable, 13 ott: secondo Barry Schwartz sulla parte GEO e AI search Google ha detto poco · PPC Land, 14 ott: la documentazione di Google indica che Googlebot legge i primi 64MB di un PDF, mentre nel podcast Splitt dice di non conoscere il limite

Dal 4 all'11 ottobre 2026

9 notizie

ChatGPT OpenAI ·

GPT-6 arriva in ChatGPT con Intelligent UI e risposte più rapide quando serve la ricerca web

Titolo originale: GPT‑6 and Intelligent UI for everyone

OpenAI ha avviato il 7 ottobre la distribuzione globale di GPT-6 con Intelligent UI in ChatGPT per i piani Plus, Pro, Business ed Enterprise, estesa dal giorno dopo a Free e Go. Il modello decide come impaginare ogni risposta, mescolando testo, elementi visivi e strumenti interattivi come i calcolatori, oppure solo testo quando basta. Secondo OpenAI, per le domande che richiedono una ricerca web GPT-6 Instant inizia a rispondere in media il 44% prima di GPT-5.6 Instant, decide meglio quando cercare e trova con più affidabilità le informazioni a supporto della risposta.

Perché conta

Come nota Search Engine Journal, l'annuncio non chiarisce come compariranno le fonti nelle risposte impaginate come grafici, confronti o strumenti, e gli strumenti generati da ChatGPT potrebbero mettere in difficoltà le pagine di calcolatori e convertitori. Allo stesso tempo, un modello che ricorre al web in modo più mirato rende ancora più importante essere una fonte citabile: conviene monitorare citazioni e referral da ChatGPT nelle prossime settimane.

Ne parlano anche: Search Engine Journal, 7 ott: l'annuncio non dice come appariranno le fonti nelle risposte con grafici

Contenuti AI OpenAI ·

OpenAI aggiungerà una filigrana invisibile ai testi di ChatGPT nell'Unione europea

Titolo originale: Our approach to EU text provenance rules

Per adeguarsi alle regole europee sulla riconoscibilità dei testi generati dall'AI, OpenAI inserirà nelle prossime settimane una filigrana invisibile nei testi idonei prodotti da ChatGPT e Codex nell'UE, dopo che Anthropic aveva introdotto ad agosto una misura analoga per Claude. Nell'API resta disattivata per impostazione predefinita, con opt-in per alcuni modelli. Secondo i test di OpenAI su passaggi da 400 token, sostituire con sinonimi il 10% delle parole fa scendere il rilevamento da circa il 92% al 66%, e il 25% lo porta al 17%. Per ora il rilevatore sarà accessibile solo a ricercatori e organizzazioni approvati.

Perché conta

Chi in Italia pubblica testi scritti con ChatGPT deve sapere che potranno contenere un segnale tecnico di provenienza. Oggi però è verificabile solo da pochi soggetti autorizzati e non identifica l'autore. Per chi fa contenuti, nulla indica che la filigrana sia un fattore di ranking: ciò che conta resta la qualità del testo, e la revisione editoriale umana è anche ciò che l'AI Act considera per i testi di interesse pubblico.

Ne parlano anche: Search Engine Journal, 5 ott: il contesto dell'AI Act e i test sulla resistenza alle modifiche

Crawler e robots.txt Cloudflare Blog · Michelle Chen, Sam Else e Gabriel Massadas ·

Cloudflare lancia una Web Search API per gli agenti AI, con crawler verificati e link alle fonti

Titolo originale: Introducing Web Search API via AI Gateway

Cloudflare ha lanciato, all'interno del suo AI Gateway, una nuova API per chi sviluppa agenti AI che consente di effettuare ricerche sul web. Cloudflare non offre un proprio motore di ricerca ma fa da intermediario verso servizi esterni: al lancio hanno aderito Ceramic.ai, Exa e Linkup, e non è escluso che in futuro se ne aggiungano altri. I provider devono rispettare gli standard di Cloudflare: crawler verificati, rispetto del robots.txt e link alla fonte in ogni risultato.

Perché conta

Gli agenti che usano questa API troveranno contenuti anche tramite indici diversi da Google e Bing, ricevendo per ogni risultato il link alla fonte originale. In ottica GEO è un'opportunità in più di essere usati e citati dalle risposte AI. Per sfruttarla bisogna però verificare che questi crawler non siano bloccati, soprattutto dalle impostazioni anti-bot di Cloudflare.

Ne parlano anche: PPC Land, 4 ott: prezzi da 0,25 a 7 dollari ogni 1.000 richieste a confronto

Agentic commerce Search Engine Roundtable · Barry Schwartz ·

Merchant Center apre un hub per integrare lo Universal Commerce Protocol negli Stati Uniti

Titolo originale: Google Merchant Center New UCP Integration Hub

Google sta distribuendo gradualmente negli Stati Uniti un hub di Merchant Center da cui i merchant possono aderire allo Universal Commerce Protocol (UCP). Chi completa l'integrazione tecnica e viene ammesso al programma può aggiungere un pulsante di checkout alle schede prodotto idonee in AI Mode e Gemini, scegliendo tra trasferimento del carrello al proprio sito, checkout nativo su Google e collegamento dell'identità. L'hub arriverà in Australia e Canada il prossimo anno.

Perché conta

Nelle risposte di AI Mode e Gemini la scheda prodotto diventa il punto in cui si compra, non solo quello in cui il prodotto viene citato. Per chi vende negli Stati Uniti, scegliere se chiudere l'acquisto su Google o sul proprio sito diventa una decisione da prendere in Merchant Center, con effetti sul controllo del checkout, sui dati di prima parte e sull'attribuzione.

Ne parlano anche: Search Engine Land, 6 ott: le opzioni di carrello, checkout nativo e collegamento dell'identità

Contenuti AI Search Engine Journal · Matt G. Southern ·

Google apre a tutti SynthID Detector, il controllo della filigrana su immagini, video e audio

Titolo originale: Google Opens Its SynthID Watermark Detector To The Public

Google ha aperto a tutti SynthID Detector, finora riservato a giornalisti e ricercatori in lista d'attesa. Lo strumento, disponibile a livello globale in inglese su synthid.com, verifica se immagini, video o audio contengono il watermark SynthID, inserito dai tool di AI generativa di Google e di partner come OpenAI, NVIDIA e Kakao. Non riconosce però qualsiasi contenuto AI, ma solo quelli con watermark SynthID: un'immagine creata con un tool che non lo adotta, come Midjourney, risulterebbe "pulita" pur essendo generata con l'AI.

Perché conta

SynthID non ha un impatto diretto in ottica GEO: nulla indica che il watermark influenzi visibilità o citazioni nei motori generativi. Tuttavia, chi pubblica immagini, video o audio realizzati o ritoccati con strumenti di Google, OpenAI, NVIDIA o Kakao deve mettere in conto che chiunque può ora rilevarne il watermark, e che il risultato non distingue tra contenuto generato da zero e semplicemente modificato. Dichiarare l'uso dell'AI è più prudente che lasciarlo scoprire a terzi.

Ne parlano anche: Google, 7 ott: l'annuncio di Pushmeet Kohli sul blog di Google

Linee guida Google Search Engine Roundtable · Barry Schwartz ·

Search Console: il proprietario del dominio viene avvisato se una proprietà figlia cambia il controllo sull'AI generativa

Titolo originale: Google Search Generative AI Control Page Adds Top-Level Domain Details

Google ha aggiornato la guida del controllo di Search Console che gestisce l'inclusione dei contenuti del sito in AI Overviews e AI Mode. Ora precisa che chi possiede la proprietà di dominio riceve una notifica quando una proprietà figlia sovrascrive l'impostazione della proprietà padre.

Perché conta

Sui siti con più proprietà, una proprietà figlia può avere un'impostazione diversa da quella principale. In questo modo una sezione resta esclusa da AI Overviews e AI Mode, o viene inclusa quando il resto del sito non lo è. Negli audit GEO conviene controllare la notifica dalla proprietà di dominio e verificare l'impostazione su tutte le proprietà, non solo su quella principale.

Ne parlano anche: Google, guida di Search Console: Search generative AI control

Agentic commerce Search Engine Roundtable · Barry Schwartz ·

ChatGPT prova nuove etichette sui risultati di prodotto

Titolo originale: OpenAI Tests New Product Labels On ChatGPT Results

Secondo Brodie Clark, ripreso da Search Engine Roundtable, ChatGPT sta testando una nuova versione delle etichette mostrate accanto ai prodotti organici nei risultati: il prodotto "best all-rounder" è evidenziato in verde, mentre altri ricevono etichette grigie per criteri specifici, come "best for beginners" o "best cushioning".

Perché conta

Per gli e-commerce queste etichette possono influire sui clic verso i prodotti, come osserva Search Engine Roundtable. In ottica GEO conviene rendere esplicito nei contenuti (schede prodotto, guide, comparazioni) per quale uso o pubblico ciascun articolo è la scelta migliore, e monitorare se e con quale etichetta compare nelle risposte di ChatGPT, tenendo conto che la funzione è ancora in test.

Ne parlano anche: Brodie Clark, 6 ott: la segnalazione originale su SERP Alert

Crawler e robots.txt Search Engine Journal · Matt G. Southern ·

Mueller: nei suoi log i crawler AI leggono sitemap e feed RSS

Titolo originale: Google's Mueller Says AI Crawlers Access Sitemaps & RSS In His Logs

Nella puntata del 1° ottobre di Search Off the Record, John Mueller ha spiegato che i crawler di addestramento AI di solito non permettono di inviare la sitemap: per farsi trovare meglio chiamarla sitemap.xml o puntare sui feed RSS. Ha visto crawler AI accedere a questi file nei suoi log e ha detto che llms.txt non può sostituire una sitemap.

Perché conta

Una sitemap con nome non standard e non dichiarata nel robots.txt, o un feed non collegato nell'head, rischiano di non essere trovati dai crawler AI: conviene controllarlo negli audit e verificare nei log quali bot richiedono questi file.

Bing e Copilot Search Engine Watch · Venkat ·

Microsoft Edge richiede l'accesso per usare Copilot

Titolo originale: Microsoft locks Copilot behind sign-in in Edge

Con un profilo Edge non collegato, il pulsante di Copilot ora apre un pannello che chiede di accedere prima di usarlo; si può comunque navigare senza account. Krishna Madhavan, Principal Product Manager di Microsoft AI e Bing, ha dichiarato che d'ora in poi l'accesso sarà richiesto a tutti gli utenti di Copilot.

Perché conta

Per chi segue la visibilità in Copilot è un cambiamento da annotare: l'obbligo di accesso può ridurre l'uso dell'assistente in Edge e, con memoria e personalizzazione, rendere le risposte meno uniformi tra utenti. È un elemento utile per interpretare eventuali variazioni delle citazioni nel report AI Performance di Bing Webmaster Tools e dei referral da Copilot in analytics.

Dal 25 settembre al 3 ottobre 2026

18 notizie

AI Overviews Search Engine Land · Danny Goodwin ·

Le AI Overviews compaiono ormai su oltre l'80% delle ricerche di brand

Titolo originale: Google AI Overviews jump from 26% to 80% of branded queries

Secondo DemandSphere, le AI Overviews sono passate da circa il 26% delle query di brand monitorate il 1° settembre a oltre l'80% tra il 27 e il 29, con un picco del 90% il 27. Ahrefs, su un campione diverso (ricerche desktop negli Stati Uniti), le trova sull'83% delle ricerche di brand il 29 settembre, con una media mensile salita dal 61% di luglio al 73% di settembre. Google non ha annunciato modifiche.

Perché conta

Nel campione Ahrefs di 100 grandi brand l'AI Overview sta in prima posizione in tre casi su quattro, e tra le fonti esterne le più citate sono Wikipedia, YouTube e LinkedIn. Primo passo: confrontare in Search Console il CTR delle query brand di settembre con quello dei mesi precedenti.

Ne parlano anche: Ahrefs, 2 ott: AI Overviews Currently Appear for 83% of Branded Searches

Linee guida Google Google Search Central ·

Google: i contenuti generati con l'AI vanno verificati a mano prima di pubblicarli

Titolo originale: Google Search's guidance on using generative AI content on your website

La guida aggiornata ricorda che i modelli generativi prevedono parole probabili invece di recuperare fatti, quindi possono sbagliare, e definisce critica la verifica manuale di tutti i contenuti generati con l'AI prima di pubblicarli. La verifica vale anche per title, meta description, dati strutturati e testi alternativi delle immagini. Il resto della pagina, compreso il rimando alla policy sullo scaled content abuse, non cambia.

Perché conta

È la posizione ufficiale da citare ai clienti che producono contenuti in scala con gli LLM.

Ne parlano anche: Registro delle modifiche alla documentazione di Search Central

Misurazione Search Engine Journal · Roger Montti ·

Gemini aggiunge parametri UTM ai link verso i siti

Titolo originale: Google Gemini Adds UTM Parameters For Referral Attribution

Un utente di Reddit ha notato che i link in uscita da Gemini portano parametri UTM, e John Mueller di Google ha risposto di vederli anche lui. Google non ha documentato la novità, quindi non si sa in quali casi i parametri vengono aggiunti.

Perché conta

Senza referrer, le visite da Gemini possono finire tra il traffico diretto in GA4. Con gli UTM diventano attribuibili. Conviene controllare in GA4 se le sessioni con i nuovi parametri compaiono già.

Ne parlano anche: Search Engine Roundtable, 2 ott: i parametri visti sui link delle AI Overviews li aggiungeva un'estensione di Chrome, non Google

Linee guida Google Search Engine Roundtable · Barry Schwartz ·

Google aggiorna la guida sui contenuti utili: arrivano il main content e quattro criteri di qualità

Titolo originale: Google Helpful Content Doc With New Main Content & EOT/SA Sections

La pagina sui contenuti utili e affidabili ora definisce il main content, spiega come lo valutano i quality rater e introduce quattro attributi: impegno, originalità, talento o abilità, accuratezza.

Perché conta

Insieme alla guida sui contenuti AI, porta nella documentazione per chi gestisce un sito criteri che finora stavano nelle linee guida dei quality rater. I quattro attributi offrono una griglia da usare negli audit dei contenuti.

Ne parlano anche: Search Engine Land, 2 ott: Google says main content is critical · Search Engine Journal, 2 ott: nella stessa guida l'avviso contro gli autori inventati

Agentic commerce Search Engine Journal · Slobodan Manic ·

Shopify iscrive in automatico i negozi a ogni nuovo canale di shopping AI

Titolo originale: Shopify Now Enrolls Your Store In Every New AI Shopping Channel

In "Sales channels > Agentic" l'opzione "Allow Shopify to manage for me", attiva di default, iscrive i negozi idonei a ogni nuovo canale AI. Così l'8 settembre, giorno del lancio dell'agente Muse, i prodotti dei merchant idonei sono stati condivisi con Meta senza opt-in, accanto ai canali già attivi (ChatGPT, AI Mode e Gemini, Copilot). L'opzione si può disattivare, ma il catalogo smette di essere condiviso solo dopo un massimo di sette giorni.

Perché conta

Per i clienti su Shopify conviene sapere quali canali sono attivi, perché i dati di prodotto arrivano agli agenti attraverso Shopify Catalog. Per i negozi che vendono negli Stati Uniti (su Meta anche in Canada e Messico) il pagamento può avvenire dentro la chat, dove Google Analytics e i pixel non si attivano. L'autore consiglia comunque di lasciare l'opzione attiva e tenerla sotto controllo.

AI Mode Search Engine Journal · Matt G. Southern ·

Quando una ricerca diventa un'istruzione permanente: il monitoraggio di AI Mode e i dots di OpenAI

Titolo originale: When A Search Query Becomes A Standing Instruction

L'analisi mette a confronto il monitoraggio di AI Mode e gli agenti dots di OpenAI: in entrambi i casi la richiesta resta attiva e può restituire contenuti pubblicati dopo la domanda. Nessuna delle due aziende documenta come sceglie le fonti degli aggiornamenti né quali user agent usano i dots sul web aperto.

Perché conta

Se le query diventano richieste continue, contano freschezza e date esplicite. Senza user agent dichiarati, inoltre, queste visite restano difficili da riconoscere nei log.

Publisher Search Engine Journal · Matt G. Southern ·

Il programma di Google che paga i publisher per le risposte AI rende pochissimo

Titolo originale: Google AI Pilot Pays Some Sites Under 0.1% Of Ad Revenue

Secondo The Information, Google paga circa 100 publisher nel programma pilota AI contribution, quando i loro contenuti contribuiscono in modo significativo alle risposte di AI Overviews, AI Mode e dell'app Gemini. Essere solo linkati o confermare un fatto non basta. I compensi, visibili in Search Console, vanno da meno di 1.000 dollari in diversi mesi a oltre un milione l'anno, e per diversi siti piccoli e medi restano sotto lo 0,1% dei ricavi pubblicitari.

Perché conta

Indebolisce l'idea che comparire nelle risposte AI compensi la perdita di clic. Il criterio di calcolo resta opaco.

Ne parlano anche: Search Engine Roundtable, 30 set: i compensi del programma pilota

Misurazione Growth Memo · Kevin Indig con George Bonaci ·

A cosa serve ancora l'attribuzione nella AI search

Titolo originale: The usefulness of attribution for AI Search

Il percorso che va dal prompt alla sintesi e poi alla visita diretta rende inaffidabile l'attribuzione basata sui clic. Secondo uno studio di Graphite citato nell'articolo, il contributo dell'AI può risultare sottostimato di dieci volte. Il traffico referral resta incompleto, ma è uno dei pochi segnali osservabili. Come alternative l'articolo propone la triangolazione di più metriche e i test di incrementalità.

Perché conta

Offre un quadro per spiegare ai clienti perché il traffico referral dalle AI sottostima l'impatto reale. Per il report suggerisce di affiancare share of voice nelle risposte AI, scoperta dichiarata dai clienti o tag nel CRM e conversioni, e di misurare l'effetto con esperimenti come i test geografici.

Misurazione SEO Depths · Simone De Palma ·

Trovare in Search Console i prompt che gli LLM usano per il grounding, con BigQuery e Python

Titolo originale: How to Find Grounded Prompts in your GSC with BigQuery and Python

Una pipeline in sette passi (BigQuery, Dataform, Python) pulisce le query di Search Console, isola quelle a zero clic, calcola gli embedding e misura la somiglianza con i prompt che si vogliono monitorare. Propone un metodo, non dati propri.

Perché conta

Ancora il monitoraggio della visibilità negli LLM alla domanda reale del sito invece che a prompt inventati. Include codice riutilizzabile.

Misurazione iPullRank · Francine Monahan ·

Quali KPI usare quando la ricerca passa dall'AI

Titolo originale: Identifying the Right KPIs in the Context of AI Search

Posizioni e clic non bastano più a descrivere la AI search: l'articolo propone KPI legati agli obiettivi di business, come qualità dei lead, valore delle citazioni, visibilità nelle risposte AI e contributo ai ricavi. È una guida strategica, senza dati propri.

Perché conta

Una traccia per rivedere i report dei clienti, da leggere insieme all'analisi di Growth Memo sull'attribuzione.

Agentic commerce OpenAI ·

ChatGPT aggiunge allo shopping la prova virtuale dei capi e i Preferiti

Titolo originale: New ways to shop in ChatGPT

Sulle schede di abbigliamento e accessori compare un pulsante che genera una prova virtuale partendo da un selfie, e i prodotti si salvano nei Preferiti o in cartelle. Disponibile su web e mobile.

Perché conta

Per gli e-commerce di moda pesa sempre di più la qualità di feed, immagini e attributi, che è ciò che alimenta queste schede.

Agentic commerce TechCrunch · Sarah Perez ·

Shopify apre il checkout agli agenti AI che lavorano nel browser

Titolo originale: Shopify opens checkout to browser-based AI agents

Shopify estende il supporto a WebMCP con tre strumenti che permettono agli agenti nel browser di leggere, modificare e completare il checkout dei negozi, con l'autorizzazione dell'acquirente. La funzione arriva a tutti i merchant idonei.

Perché conta

Gli strumenti li fornisce Shopify a tutti i merchant idonei. Per i negozi conta che opzioni di spedizione, costi e dati di prodotto siano completi, perché è ciò che l'agente legge e modifica nel checkout.

Agentic commerce TechCrunch · Jagmeet Singh ·

Google testa l'acquisto da Flipkart dentro Gemini e AI Mode in India

Titolo originale: Google tests buying from Walmart-owned Flipkart through Gemini and AI Mode in India

In India un gruppo ristretto di utenti vede un pulsante "Buy" su alcuni prodotti Flipkart in Gemini e AI Mode, soprattutto smartphone ed elettronica, che apre un checkout con il marchio Flipkart senza uscire dall'interfaccia AI. Secondo una fonte di TechCrunch il rollout più ampio è previsto più avanti in ottobre. Google non ha dato dettagli.

Perché conta

Negli Stati Uniti il pagamento dentro AI Mode e Gemini è già attivo per i negozi Shopify idonei. La novità del test indiano è un checkout con il marchio del retailer, aperto dall'interfaccia AI.

AI Mode Search Engine Roundtable · Barry Schwartz ·

Il monitoraggio di AI Mode è in arrivo per tutti gli utenti

Titolo originale: Google Globally Rolls Out Monitoring Capabilities In AI Mode

Il monitoraggio di AI Mode, che controlla di continuo un argomento o un prezzo e avvisa quando cambia, era riservato agli abbonati Pro e Ultra. Robby Stein di Google ha annunciato che è in distribuzione per tutti, a livello globale, nell'app Google. Google non ha indicato le lingue coinvolte.

Perché conta

AI Mode torna dall'utente senza nuove ricerche: per prezzi, disponibilità ed eventi contano ancora di più freschezza e dati strutturati.

Bing e Copilot Search Engine Watch · Venkat ·

Microsoft prova il nome "AI Mode" per Copilot Search su Bing ed Edge

Titolo originale: Microsoft tests AI Mode branding for Copilot Search across Bing and Edge

Su Bing compare una scheda AI MODE accanto ai filtri di ricerca, mentre Edge prova un pulsante nella barra degli indirizzi con prompt suggeriti e caricamento di file. Entrambi portano a Copilot Search. Microsoft non ha annunciato un cambio di nome.

Perché conta

Se l'ingresso alla ricerca conversazionale di Bing diventa più visibile, conviene seguire le citazioni nel report AI Performance di Bing Webmaster Tools.

Local Steady Demand · Ben Fisher ·

I post di Google Business Profile non finiscono nelle risposte AI: un esperimento

Titolo originale: Posts From GBP do NOT End Up in AI Results

Ben Fisher ha inserito una parola inventata in un post di Google Business Profile e il 25 settembre l'ha cercata su Ricerca Google, AI Overviews, AI Mode, ChatGPT, Claude, Perplexity e Maps. In 43 tentativi conteggiati nessuno strumento ha recuperato il post. L'autore stesso indica il limite del test: il post aveva circa un mese e non era più tra i dieci visibili nel profilo, e manca un controllo con un testo presente solo su GBP.

Perché conta

Il test riguarda un solo post, ma l'indicazione dell'autore è chiara: le informazioni che contano vanno pubblicate anche sul sito, dove gli strumenti le hanno trovate. I post di GBP restano utili per altri motivi.

Claude Anthropic ·

Anthropic lancia Claude Sonnet 5.5

Titolo originale: Introducing Claude Sonnet 5.5

È il secondo modello della famiglia 5.5 dopo Opus 5.5. Rispetto a Sonnet 5 è oltre il 30% più veloce e costa fino al 30% in meno per la maggior parte delle attività. Nell'annuncio CodeRabbit, che lo usa per la revisione del codice, nota che non ricorre più alla ricerca web troppo spesso come Sonnet 5.

Perché conta

L'osservazione viene da un solo cliente e riguarda la revisione del codice. Se valesse anche per le ricerche fatte nelle app di Claude, si vedrebbe nei log come un calo delle visite di Claude-User, l'agente che recupera le pagine su richiesta degli utenti. Da verificare.

Ne parlano anche: Release notes delle app Claude

AI Mode TIME · Andrew R. Chow ·

Come Google sta trasformando milioni di persone in utenti AI senza che se ne accorgano

Titolo originale: How Google Is Quietly Turning Millions of People Into AI Users

L'articolo racconta come le scelte di design di Google portino gli utenti dentro la chat: la barra "Ask Anything" sotto le AI Overviews, spesso non più nascosta dietro "Show more", e il pulsante AI Mode in home page per molti utenti. Secondo Google, AI Mode supera il miliardo di utenti mensili.

Perché conta

Una lettura di contesto utile per il management dei clienti. Gli altri numeri che cita vengono da studi già pubblicati (Similarweb, Pew, Ahrefs).

Come scelgo le notizie

Questa rassegna nasce prima di tutto per me: è il modo in cui mi tengo aggiornato sulla AI search senza leggere ogni giorno le decine di fonti che la alimentano. La pubblico perché può servire anche a chi lavora sugli stessi temi.

Un sistema automatico raccoglie le novità dalle fonti ufficiali dei motori, dalle testate di settore e dagli studi su GEO e AI search, e prepara una prima sintesi di ognuna. Io scelgo le notizie che riguardano la visibilità di un sito, controllo i fatti sulla fonte e rivedo ogni testo prima di pubblicarlo. Ogni titolo porta all'articolo originale.

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